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Come un'onda del mare mi infrango su di te
e mi disperdo nell'oceano
e i miei desideri, amorfi condottieri
non riescono a sbarcare,
ma se ci fosse un palmo di mano
che potesse far da ponte
sfiorirebbero le mie incertezze.
Perchè deve essere così difficile
perchè le mie probabilità devono essere ostaggio
di un riscatto che non posso pagare,
basterebbe una pianura
per fare un passo avanti,
e farsi coraggio
col rumore della sterpaglia
che viene calpestata.
E' così futile il tempo,
la libertà, il successo
quando sono padroni
di una stanza vuota,
come il libero arbitrio
in un film.
C'è tanta aria intorno a me
vorrei condividerne un pò con te
è troppa da respirare
rischio di soffocare...

Pubblicato il 31/3/2008 alle 21.34 nella rubrica Diario.

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