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Il centro di noi stessi



Alla fine, volente o nolonte, sono tornato a scrivere qui, in questo momento è l'unico posto in cui mi sento accettato, voluto, ascoltato; ne è passato tanto di tempo, di cose ne sono successe, ma sono tutte servite solo per fare un giro enorme e riportarmi di nuovo dov'ero prima, alla ricerca "del" me stesso, alla voglia di conoscerlo e di condividerlo, di assaporare momenti atti al volersi bene, al concedersi anche qualche passo falso, al potersi dire che la prossima volta farò meglio, che posso fare meglio, cose che in questo momento sembrano essere soltanto un miraggio, sono stato al buffet delle emozioni giusto in tempo per vederci cadere sopra un meteorite, e si sa, quelli sono duri da digerire, è quasi un anno ci provo; ed ora l'unica cosa che riesco a produrre sono lacrime, e tanta mortificazione, che mi autoinfliggo, per aver come uno stupido, pensato di poter aver diritto a qualche momento per me, per essere felice, di passarlo con leggerezza con qualche amico, con la voglia di toccar di nuovo con mano quelle vecchie sensazioni, che mi sembra quasi di stare a dimenticare.
Ci sono poi altre sensazioni, che non ho mai provato e che forse non proverò mai, ci sono delle emozioni in cui siamo esclusi sia da noi stessi che dagli altri, delle manette che ci tengono legati ad un palo e non riescono a farci afferrare ciò che vorremmo, ma la cosa più dura è veder la gente passare sotto ai nostri occhi, a cui sembriamo persone normali solo fin quando non vedono quel nostro limite, e una volta riuscite a prendere il meglio di noi, sanno fare solo una cosa, andare via, e nei peggiori dei casi, rinfacciarvi che siete stati voi a non volerle seguire, non capiscono che fare un centrimetro da ammanettato vale molto di più di mille chilometri fatti sulla scopa volante della befana (almeno resto in tema delle feste), che è dura doversi sempre fidare, scommettere su qualcuno, arrivare al centro di noi stessi e mostrare ciò che realmente conteniamo, e la cosa più divertente è che per la società, le persone "normali" non sono queste, ma solamente quelle che sanno nascondere al meglio ciò che veramente sono, quelle che ricalcano un uomo "medio", che non è altro che una via di mezzo di ciò che quella persona vorrebbe essere e di ciò che non è, per fare un esempio più pratico è come possedere la lampada del genio, ma non avere abbastanza alito per lucidarla, e pur di rendere "produttivo" quell'oggetto lo usiamo per versare l'acqua per il thè, nonostante lasci quel retrogusto di ruggine e sabbia.
Credo sia tutto per oggi, mi sono tolto solo un piccolo sassolino nato dall'impatto col meteorite, ce ne sarebbe ancora tanta di roba da dire, se qualcuno ha voglia di commentare ben venga, l'importante è che abbia veramente qualcosa da dire e comunicare, che sia qualcosa che arrivi dal loro "centro", perchè gli applausi finti servono solamente a far venire gli attacchi di panico ai moscerini nei paraggi, ed ora che ci penso se rinasco moscerino, voglio prendermi una laurea in psicologia, tanti clienti e nessuna concorrenza.


Pubblicato il 26/12/2010 alle 5.37 nella rubrica Diario.

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